27
Febbraio
2020
27 Febbraio 2020
“Istituire canali privilegiati per le comunicazioni ufficiali e avviare tavoli di consulta permanente sia a livello centrale che regionale”. È una richiesta di chiarezza quella rivolta dal sistema industriale di Confimi alle istituzioni in occasione della partecipazione ai tavoli di confronto ministeriali strutturati in questi giorni per affrontare nel miglior modo possibile l’emergenza coronavirus. Il manifatturiero vuol prima di tutto mettere in sicurezza i lavoratori e le loro famiglie salvaguardando la salute delle persone e del sistema produttivo. Confimi, infatti, chiede che vengano indicati con precisione i comportamenti da adottare per i dipendenti coinvolti e per i restanti lavoratori delle singole aziende, e ancora, che sia indicato l’obbligo di sospendere i lavoratori che rientrano da zone a rischio ed evidenziare il divieto di mandarli in missione in quelle stesse zone, e infine, che venga indicato attivare lo smartworking. Un sistema produttivo che, con le ordinanze degli ultimi giorni, chiede la concessione di ammortizzatori sociali (CIGO o CIGS) non computabile dal calcolo normalmente richiesto per i lavoratori/aziende coinvolte e di poterli attivare senza la consultazione sindacale che in questa occasione sarebbe solo una lungaggine burocratica. Occhio di riguardo anche per i fornitori, per lo più artigiani, che operano nelle zone bollate come “rosse” e favorire loro la Cig in deroga. Confimi inoltre, in questo momento di forte incertezza circa le tempistiche, chiede si intervenga sul sistema creditizio e dei fornitori per bloccare la decorrenza dei pagamenti per il periodo di mancata attività. Un ultimo appello della confederazione di industriali va infine al buon senso: "si evitino speculazioni e si lavori collettivamente per facilitare la sicurezza di tutti".
07
Novembre
2019
07 Novembre 2019
"Dopo aver accompagnato alla porta grandi brand italiani, dalla moda al food, dal tessile all'arredo, ora perdiamo anche l'acciaio" è il commento di Paolo Agnelli presidente di Confimi Industria osservando la gestione dell'ex Ilva. "Sono anni che viviamo in assenza di politiche industriali concrete, ora lasciamo andar via anche l'acciaio per incapacità contrattuale e per una incompetenza veramente sconvolgente. Per non parlare della tassazione esagerata sul lavoro e sull'energia, due fattori indispensabili per un paese manifatturiero. E qual è il risultato? 850 mila imprese chiuse negli ultimi 10 anni, 93 mila imprese chiuse nel 2018, 250 aziende che chiudono al giorno (fonte ISTAT)" denuncia Agnelli. "E le risposte odierne della politica ? Sono la tassazione delle merendine, delle bevande zuccherate, sugli imballi della plastica, persino sulla plastica di riciclo mettendo a rischio l'economia circolare, e ancora gli aumenti sul gasolio e la tassazione delle auto aziendali: tutte tasse contro l'impresa". "Tasse definite ipocritamente etiche" continua Agnelli in modo provocatorio "etico sarebbe facilitare le alternative green con una premialità attraverso un credito di imposta per chi sceglie soluzioni ecosostenibili" "Oggi - chiude il presidente di Confimi - serve una task force di personalità competenti, sindacati e imprenditori che preparino un piano per salvare l'industria italiana". Su cosa agire? Riduzione del costo del lavoro, del costo energetico , immediata sburocratizzazione e il credito.
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Ottobre
2019
09 Ottobre 2019
Confimi Industria rilancia l'Edilizia. E lo fa attraverso il rinnovamento della propria verticale, che punta a rivitalizzare un settore ritenuto strategico per l'economia del Paese. A presiederla, il barese Sergio Ventricelli, già presidente di Confimi Puglia. Capisaldi della nuova programmazione di Confimi Industria Edilizia, saranno: sostenibilità, relazioni industriali avanzate, promozione del settore con grande attenzione alle imprese private del territorio. Nell'agenda, inoltre, non mancherà una puntuale analisi di quanto proposto dal codice degli appalti, a partire dai controlli di qualità nelle costruzioni, nonchè una strategica collaborazione con i politecnici, per favorire un continuo e puntuale aggiornamento tecnologico e la nascita di nuovi spin off, capaci di intercettare le opportunità di un mercato in continua evoluzione. Confimi Industria dunque si propone, come già sta facendo a livello confederale con le altre categorie, di supportare e di valorizzare le strategie imprenditoriali del settore (che ad oggi in Confimi rappresenta 2.800 imprese per circa 32.000 addetti), abbracciando l’intera filiera manifatturiera, delle costruzioni edili e dei settori affini. Ad affiancare il Presidente Ventricelli sarà la Giunta composta dal Vice Presidente Vicario Alessandro Sbordoni (Federlazio), dalla Vice Presidente Carla Tomasi (Finco), da Nicola Fontanarosa (Basilicata), Antonio Laterza (Bari), Mauro Orsini (Umbria), Mauro Ricercato (Lecce), Ruggero Rizzo (Piemonte), Alberto Tosi (Veneto).
06
Agosto
2019
06 Agosto 2019
"Il Sud Italia va considerato una grande risorsa, anzi la grande occasione del Paese. E non un parente sfortunato a cui elargire una mancia o un'elemosina. Il Governo può e deve valorizzare questo territorio, non solo attraverso un importante piano infrastrutturale, che è necessario oltre che dovuto, specialmente per i porti e le ferrovie, ma considerandolo, culturalmente parlando, la locomotiva per tutta l'Italia". Ha esordito così, Sergio Ventricelli Presidente di Confimi Industria Puglia e Consigliere Delegato al’Industria Culturale, nel suo intervento all’incontro per discutere del “Piano per il Sud” svoltosi lo scorso 29 luglio a Palazzo Chigi durante il confronto tra le Parti Sociali organizzato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte con la presenza del Ministro allo Sviluppo Economico Luigi Di Maio, del Ministro per il Sud Barbara Lezzi e del Vice Ministro al MEF Massimo Garavaglia. "C'è l'esigenza - ha continuato Ventricelli - di valorizzare le grandi eccellenze che il Sud ha, non solo agricoltura e turismo, ma anche meccatronica, aerospazio, logistica e industria culturale e creativa. Matera, Capitale Europea della Cultura del 2019, è un patrimonio sul quale costruire il prossimo sviluppo fin da subito. Ma ci vogliono pianificazione e risorse. Non finanziamenti a pioggia. E Confimi è pronta a fare la sua parte". Infine, una proposta sulle ZES (Zone Economiche Speciali). "Le ZES - ha concluso Ventricelli - rappresentano una grande opportunità, ma noi crediamo che si possa fare di più. Come? Trasformando l'intero Meridione in una zona economica esclusiva, dove attrarre nuovi investimenti e insediamenti significativi, a partire dall'Industria 4.0 e l'ambiente".
