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Febbraio
2020
27 Febbraio 2020
“Istituire canali privilegiati per le comunicazioni ufficiali e avviare tavoli di consulta permanente sia a livello centrale che regionale”. È una richiesta di chiarezza quella rivolta dal sistema industriale di Confimi alle istituzioni in occasione della partecipazione ai tavoli di confronto ministeriali strutturati in questi giorni per affrontare nel miglior modo possibile l’emergenza coronavirus. Il manifatturiero vuol prima di tutto mettere in sicurezza i lavoratori e le loro famiglie salvaguardando la salute delle persone e del sistema produttivo. Confimi, infatti, chiede che vengano indicati con precisione i comportamenti da adottare per i dipendenti coinvolti e per i restanti lavoratori delle singole aziende, e ancora, che sia indicato l’obbligo di sospendere i lavoratori che rientrano da zone a rischio ed evidenziare il divieto di mandarli in missione in quelle stesse zone, e infine, che venga indicato attivare lo smartworking. Un sistema produttivo che, con le ordinanze degli ultimi giorni, chiede la concessione di ammortizzatori sociali (CIGO o CIGS) non computabile dal calcolo normalmente richiesto per i lavoratori/aziende coinvolte e di poterli attivare senza la consultazione sindacale che in questa occasione sarebbe solo una lungaggine burocratica. Occhio di riguardo anche per i fornitori, per lo più artigiani, che operano nelle zone bollate come “rosse” e favorire loro la Cig in deroga. Confimi inoltre, in questo momento di forte incertezza circa le tempistiche, chiede si intervenga sul sistema creditizio e dei fornitori per bloccare la decorrenza dei pagamenti per il periodo di mancata attività. Un ultimo appello della confederazione di industriali va infine al buon senso: "si evitino speculazioni e si lavori collettivamente per facilitare la sicurezza di tutti".
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Aprile
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10 Aprile 2026
La frana di Petacciato, in Molise, rischia di avere un impatto devastante per l'economia turistica pugliese. L'interruzione dei principali collegamenti (sia autostradali, che ferroviari) lungo la dorsale adriatica, infatti, potrebbe avere ripercussioni enormi sull'imminente stagione estiva. Particolarmente vulnerabile appare l’area del Gargano, dove il turismo è fortemente legato alla mobilità su gomma.
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25 Febbraio 2026
Il Sud si rilancia grazie alla ZES Unica, candidandosi a diventare un hub industriale e logistico nel cuore del Mediterraneo. Nella Zes Ionica Puglia-Basilicata i progetti avviati superano i 1.600, con oltre 700 milioni di euro di investimenti diretti. Il porto di Taranto e di Gioia Tauro sono veri e propri hub integrati di catene globali. Su queste basi il Mezzogiorno potrebbe diventare una frontiera industriale dell’Italia.