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Luglio
2020
28 Luglio 2020
Il mercato è fermo o quasi e a renderlo manifesto sono i risultati dell’indagine che Confimi ha condotto nei giorni scorsi intervistando gli imprenditori associati. Situazione allarmante per 1 imprenditore su 2: il 54% degli imprenditori infatti dalla fine del lockdown ha registrato commesse decisamente inferiori per numero e valore rispetto a quelle dello scorso anno. Ma c'è di più: il 16% delle aziende del manifatturiero infatti non ha avuto nuovi ordinativi dopo la riapertura, mentre solo il 3% dichiara nuove commesse ma solo dal mercato estero.
L'economia delle piccole e medie imprese nazionali non sembra vedere ancora la luce in fondo al tunnel: solo il 19% degli industriali infatti registra uno scostamento lieve rispetto al 2019 mentre uno sparuto segno “più” riguarda solo l’8% delle imprese.
Il centro studi della Confederazione del manifatturiero privato italiano evidenzia come, proprio a causa di un mercato per lo più fermo, il 68% delle aziende effettuerà in agosto la consueta chiusura estiva degli stabilimenti. A tenere tirate su le serrande sarà solo il 15% che, si legge nello studio, “spera in una ripresa”. Preoccupante invece il restante 17% che terrà aperte le fabbriche per presidiare il mercato in cerca di opportunità.
E le previsioni per l'autunno non sembrano lasciare molte speranze: secondo il centro studi di Confimi Industria infatti le imprese chiuderanno l'anno con una perdita media del fatturato del 25% (25,3%).
Inevitabile, anche a causa del blocco dei licenziamenti, il ricorso all'utilizzo degli ammortizzatori sociali: a farne uso è il 66% del campione d'indagine e riguardano in media il 60% dei dipendenti. Tre i settori con la maggiore incidenza di utilizzo: metalmeccanica, legno-arredo e tessile.
Nonostante l'ampio utilizzo degli ammortizzatori sociali, tanto che 1 imprenditore su 5 ne richiede l’estensione fino a fine anno, il 40% degli industriali intervistati ritiene che gli ammortizzatori sociali siano solo un'azione di tampone e chiede piuttosto che il Governo intervenga con politiche concrete per la riduzione del costo del lavoro.
Prosegue inoltre il ricorso allo smart working per quasi 1 lavoratore su 5: confermata infatti la difficoltà di conciliare il lavoro con la vita domestica essendo venute meno le abituali strutture per la gestione di bambini e anziani.
Sul versante credito invece, del 44% degli imprenditori che sono ricorsi alle misure varate dal governo sul tema della liquidità, poco più del 15% non ha ancora visto un solo euro mentre un altro 8% ha ricevuto i fondi richiesti ma diversi mesi dopo il completamento dell’iter burocratico.
Crisi di liquidità che in parte impatta anche sui pagamenti: l’83% degli industriali ha onorato le scadenza con i fornitori e solo il 17% è stato costretto a ridefinire nuove scadenze. Al contrario, se da una parte il 49% delle imprese si è vista pagare gli ordinativi dai propri clienti, dall’altra il 51% registra insoluti (14%) o richieste di un nuovo piano di scadenze.
Qui di seguito il pdf, con il grafico di riferimento.
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2026
10 Luglio 2026
In Europa le Pmi costituiscono la maggioranza del tessuto imprenditoriale, ma le loro organizzazioni restano spesso fuori dai tavoli dove si scrivono le regole della transizione digitale. È da qui che nasce TechSov4Futures, il progetto europeo che ha preso il via oggi a Roma con l'obiettivo di rafforzare il ruolo delle organizzazioni datoriali e delle piccole e medie imprese nella gestione del cambiamento tecnologico, mettendo al centro la sovranità digitale e la capacità di industrie e lavoratori di orientarlo secondo i valori europei. Il progetto, cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma SOCPL, mette in campo strumenti concreti, percorsi di formazione e spazi di confronto per rendere la digitalizzazione più inclusiva, trasparente e socialmente negoziata. A guidare l'iniziativa è Confimi Industria, capofila di un partenariato che riunisce alcuni tra i principali attori del dialogo sociale e della rappresentanza imprenditoriale in Europa: dalle affiliate Confimi Industria Digitale e Confimi Industria Bergamo, a Confartigianato Imprese Bergamo, European Digital Sme Alliance e Connect Europe, fino a Fondazione e AssociazioneAdapt, Ceoe Castilla y León e le Camere di Commercio di Budapest e Tirana. Al tavolo anche il Consiglio Regionale della Puglia, Confimi Industria Puglia e UNI Europa, che porta la prospettiva sindacale europea per un approccio bilanciato e inclusivo. "La sovranità digitale non è solo una questione tecnologica: riguarda la capacità delle imprese europee, Pmi in testa, di orientare la trasformazione secondo i propri valori, senza subirla passivamente. TechSov4Futures nasce per dare alle organizzazioni datoriali gli strumenti e il peso negoziale per farlo, a partire dal dialogo sociale", ha spiegato Sergio Ventricelli, vicepresidente di Confimi Industria e presidente di Confimi Puglia. Nei prossimi tre anni il progetto si svilupperà attraverso ricerca applicata, workshop nazionali e una comunità di pratica multilingue, fino a un workshop transnazionale che porterà i risultati direttamente ai decisori politici dell'Unione Europea a Bruxelles. Un passo verso un modello di digitalizzazione non solo tecnologico, ma anche sociale e partecipato dove imprese e rappresentanze contribuiscono a scrivere le regole che definiranno il futuro del lavoro.

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Giugno
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29 Giugno 2026
"Le nuove misure di sostegno alle imprese della Regione Puglia sono interessanti, ma più complesse rispetto al passato. Non tutte le imprese sono attrezzate, per poterne cogliere i benefici". Così il presidente di Confimi Puglia Sergio Ventricelli all'indomani del rifinanziamento del Bando Reti, con 15 milioni di euro, e l'annuncio di due Fondi (Garanzia e Microcredito), per 60 milioni di euro ciascuno.