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Febbraio
2022
02 Febbraio 2022
"Assistiamo a un paradosso senza fine. La più dinamica tra le regione del Sud, che vive navigando a vista e senza un piano industriale". Il Presidente di Confimi Puglia, la confederazione delle industrie private, analizza i dati emersi dal SEPAC - il Comitato regionale per il monitoraggio del sistema economico produttivo e delle aree di crisi - che sottolinea come in Puglia aumenti la produzione, ma diminuisca l'occupazione. Un fenomeno presente in tutti i settori, tranne l'edilizia, che usufruisce dei vantaggiai derivanti dal bonus del 110 per cento. Dunque, aumenta la crescita di talune imprese - si legge nell'analisi -, ma non c'è nuova occupazione, con migliaia di annunci di licenziamenti, come nel caso della Bosch, che nello stabilimento di Bari ne ha ufficializzati settecento in cinque anni. "L'industria regionale che è riuscita a tenere botta in questi due anni di pandemia - continua Ventricelli - è la nostra. Quella fatta dalle piccole industrie del territorio, con imprenditori che in taluni casi hanno rinunciato ai loro guadagni, per salvaguardare produzione e posti di lavoro. La politica deve rendersene conto e costruire un piano industriale ritagliato su questo valore economico, valorizzando in modo esponenziale quello che noi sappiamo fare, spesso senza eguali al mondo. La scelta di attrarre investimenti di grandi gruppi - Acciaierie d'Italia, ex-Ilva, Leonardo, Trenitalia, Fincantieri, Enel, la stessa Bosch solo per citarne alcuni - è fallita. Bisogna salvaguardare la culturale industriale pugliese, favorire le nostre produzioni, proteggere le filiere, abbattere i costi di energia, defiscalizzare, migliorare i collegamenti locali oltre che internazionali, snellire il percorso di inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro. E bisogna farlo ora".
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Aprile
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10 Aprile 2026
La frana di Petacciato, in Molise, rischia di avere un impatto devastante per l'economia turistica pugliese. L'interruzione dei principali collegamenti (sia autostradali, che ferroviari) lungo la dorsale adriatica, infatti, potrebbe avere ripercussioni enormi sull'imminente stagione estiva. Particolarmente vulnerabile appare l’area del Gargano, dove il turismo è fortemente legato alla mobilità su gomma.
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25 Febbraio 2026
Il Sud si rilancia grazie alla ZES Unica, candidandosi a diventare un hub industriale e logistico nel cuore del Mediterraneo. Nella Zes Ionica Puglia-Basilicata i progetti avviati superano i 1.600, con oltre 700 milioni di euro di investimenti diretti. Il porto di Taranto e di Gioia Tauro sono veri e propri hub integrati di catene globali. Su queste basi il Mezzogiorno potrebbe diventare una frontiera industriale dell’Italia.