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Notizie

10 Ottobre 2025

LA FILIERA MECCANICA AL SERVIZIO DELLA DIETA MEDITERRANEA

Ad Altamura focus sulle tecnologie per il benessere di tradizione e salute

Nella sede del Gruppo Pellicola di Altamura, cuore pulsante dell’imprenditoria meccanica pugliese, si è aperto un dialogo nuovo: quello fra industria, salute e cultura alimentare. L’evento, intitolato “Conoscenza, salute e benessere – La filiera meccanica al servizio della dieta mediterranea”, ha riunito figure di spicco del mondo produttivo, accademico e istituzionale in un confronto che ha superato i confini della tecnica per toccare i territori del benessere e dell’identità collettiva. Organizzato da Confimi Puglia, Confimi Bari BAT Foggia e dall’Associazione Murgiana Imprenditori, l’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Sergio Ventricelli (Presidente Confimi Puglia), Alfonso Cialdella (Presidente Confimi Bari BAT Foggia), Nicola Palasciano (Presidente A.M.I.) e del Cav. Giuseppe Pellicola (Presidente onorario di Gruppo Pellicola e Molitecnica Sud). A moderare gli interventi, il geom. Domenico Cappiello, che ha presentato i numerosi relatori partendo da Carlo Pellicola, CEO di Gruppo Pellicola e Vicepresidente nazionale di Confimi Meccanica. Il padrone di casa ha aperto la tavola rotonda sottolineando che il benessere a tavola nasce anche dalla qualità delle tecnologie impiegate dietro le quinte. Le aziende come Molitecnica Sud – ha spiegato – forniscono impianti e soluzioni avanzate che permettono alle imprese di trasformazione alimentare di garantire sicurezza, efficienza e sapore autentico. Successivamente è intervenuta la prof.ssa Sara Giannetto, dirigente scolastico dell’Istituto “Tommaso Fiore” di Modugno – Grumo Appula. Secondo la docente, la scuola e le istituzioni hanno il compito di trasmettere alle nuove generazioni il rispetto per la tradizione gastronomica pugliese, fatta di semplicità, equilibrio e convivialità. Il prof. Mario Bartolomeo, presidente pro tempore della Cooperativa CONTADO di Toritto, ha portato all’attenzione il ruolo delle produzioni biologiche e delle cultivar locali, come la mandorla “Filippo Cea”, esempio di eccellenza riconosciuta a livello nazionale. Vito Squicciarini, titolare del marchio Dolcenera, ha evidenziato la forza dei prodotti a km0 come le mozzarelle di bufala pugliesi, frutto di un legame diretto con il territorio e di un controllo costante sulla filiera. Il dott. agr. Piero Squicciarini, invece, ha raccontato la filosofia della pasta Orobio, prodotta con grani biologici pugliesi e lucani, priva di micotossine e garanzia di una filiera trasparente e salutare. Giuseppe Barile, titolare del Panificio La Maggiore, ha riportato al centro del dibattito uno degli alimenti più antichi e identitari: il pane. Ha parlato del Pane di Altamura DOP come simbolo di una cultura contadina che ancora oggi trasmette valori di genuinità, condivisione e rispetto della materia prima. Dal mondo della sanità sono arrivate le riflessioni del dott. Giovanni Incampo, cardiologo presso l’ospedale “Divenere” di Bari, che ha illustrato come una corretta alimentazione sia la prima forma di prevenzione contro le malattie cardiovascolari e metaboliche. La biologa nutrizionista Sara Ardino ha arricchito l’intervento spiegando nel dettaglio la dieta mediterranea, dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità, sottolineando quanto sia importante non solo ciò che si mangia, ma anche come: in compagnia, con calma e gratitudine. Temi cruciali di tutela e legalità sono stati affrontati dal generale Giuseppe Giove, che ha illustrato alcune operazioni dei Carabinieri e della Guardia di Finanza contro aziende che non rispettano le leggi in materia di sicurezza alimentare, esponendo i consumatori a pericoli per la salute. Il prof. Arturo Casieri, Referente Pastorale sociale e del lavoro Diocesi Altamura-Gravina in Puglia-Acquaviva delle Fonti, ha portato i saluti del Vescovo Mons. Giuseppe Russo e ha sottolineato l’importanza che anche la Chiesa dà al tema della sana alimentazione per tutti. L’on. Michele Picaro, eurodeputato e membro della Commissione sanità, ambiente e sicurezza alimentare, ha chiuso i lavori ribadendo un principio essenziale: investire nella sana alimentazione significa investire nella salute del Paese. Una popolazione che mangia meglio spende di più in prodotti alimentari, facendo girare l’economia, ma risparmia in sanità. L’evento si è concluso con un momento conviviale: un aperitivo organizzato dagli alunni dell'Istituto Alberghiero "Tommaso Fiore" di Modugno - Grumo Appula. Questo incontro rappresenta solo il primo capitolo di una serie di appuntamenti che vuole diffondere una nuova consapevolezza: la salute non nasce solo nei laboratori e negli ospedali, ma anche nei campi, nei mulini, nei forni e nelle officine meccaniche.

ULTIME Notizie

20 Gennaio 2026

NOMINATA LA NUOVA GIUNTA REGIONALE DELLA PUGLIA

Ventricelli: "Pronti a collaborare, per il benessere delle imprese"

"Auguri di buon lavoro al presidente Decaro e agli assessori. Siamo pronti a collaborare con le nostre competenze, mettendo al centro di tutto lo sviluppo economico regionale e il benessere delle imprese". Così il presidente di Confimi Puglia Sergio Ventricelli all'indomani della nomina della nuova giunta della Puglia. "A breve - conclude Ventricelli - chiederemo un incontro tematico, per evidenziare le nostre idee".

04 Dicembre 2025

IL MESSAGGIO ALLA POLITICA DI CONFIMI INDUSTRIA

Il confronto sul caro energia con i ministri Giorgetti e Urso

"Negli ultimi trent'anni le imprese manifatturiere sono calate di circa 250 mila unità. Per la prima volta in tredici anni, da quando è nata Confimi Industria, i nostri uffici ricevono chiamate di imprenditori che non chiedono come resistere, ma come organizzare la loro uscita dall'Italia" . Un fenomeno che ha anche un volto generazionale: "Quasi il 40% dei giovani industriali del nostro sistema – i nostri stessi figli – sta valutando di fondare la propria impresa all'estero. Non per crescita, ma per sopravvivenza. Questi dati inducono tutti noi e le forze politiche a fare serie riflessioni". Così, il presidente di Confimi Paolo Agnelli ha aperto i lavori a Roma dell'appuntamento annuale della Confederazione intitolato "Cara Energia...", confrontandosi con i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze) e Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), intervenuti dopo il videomessaggio inviato agli imprenditori della manifattura italiana dalla presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. Anche il Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro del MASE Gilberto Pichetto Fratin, hanno voluto inviare un messaggio agli industriali di Confimi. Secondo Agnelli la causa principale di questa emorragia ha un nome: energia. "Un'impresa italiana paga l'energia 85,28 euro per MWh, oltre il triplo dei 25,45 euro della Francia. Un differenziale che compromette ogni possibilità di competere", ha denunciato il presidente di Confimi Industria. La Confederazione nel suo Manifesto per l'Energia, evidenzia come proposte: un intervento diretto dello Stato nel mercato energetico; la riduzione della fiscalità sull'energia; la revisione delle rendite delle società regolamentate; una politica estera energetica; il disaccoppiamento del costo dell'energia rinnovabile da quella fossile. Confimi ha poi ascoltato le proposte dei rappresentanti dei partiti in una tavola rotonda alla quale hanno partecipato, Maria Elena Boschi (IV), Marco Dreosto (Lega) Mariastella Gelmini (NM), Antonio Misiani (PD), Nicola Procaccini (FDI), Marco Rizzo (DSP), Luca Squeri (FI), Mario Turco (M5S), Giuseppe Zollino (AZ). L'obiettivo ultimo è salvare ciò che Agnelli definisce biodiversità industriale del Paese: l'impresa familiare, soprattutto PMI. "Un modello unico, radicato nel territorio, che guarda al lungo periodo e alle persone. Il nostro DNA economico. La stabilità dei conti pubblici non può mettere a rischio il tessuto manifatturiero che quei conti, in ultima analisi, li alimenta". Agnelli ha poi spiegato: "Non vogliamo andare via e non possiamo farlo. Rappresentiamo quelle piccole e medie imprese che quando tutti scappano, restano. Le nostre aziende non sono un codice in Borsa, ma hanno il nostro nome sulla porta. Per questo delocalizzare per noi non deve essere un'opzione, ma serve un tessuto adatto. Non abbiamo la verità in tasca, ma il nostro è il grido d'allarme di chi il lamierino in fabbrica lo calpesta tutti i giorni. Per questo mettiamo a disposizione del Governo e di tutte le forze politiche la nostra esperienza per un confronto costruttivo sugli interventi necessari a tutela del sistema-Paese".