10
Agosto
2022
10 Agosto 2022
Anche per il semestre luglio – dicembre 2022, l'INPS ha previsto l'agevolazione contributiva per l'occupazione in aree svantaggiate, Puglia compresa, la Decontribuzione Sud, fornendo, attraverso la Circolare n. 90 del 27 luglio 2022, le istruzioni operative per l'esonero attraverso l'indicazione, nel flusso Uniemens, dei dati dei lavoratori per i quali viene fatta la richiesta. L'esonero previsto è pari al 30% della contribuzione totale a esclusione di premi e contributi INAIL. La misura, approvata dalla Commissione Europea nel "Quadro Temporaneo di aiuti di Stato a sostegno dell'economia a seguito dell'aggressione della Russia contro l'Ucraina", riguarda i rapporti di lavoro subordinato esistenti e di nuova costituzione, sempre che l'unità operativa, ove il lavoratore è stato denunciato nel flusso Uniemens, si trovi in una delle seguenti regioni: Puglia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna e Sicilia. Sono esclusi dall'agevolazione contributiva i datori di lavoro del settore finanziario, agricolo e del lavoro domestico. Per fruire dell'esonero i datori di lavoro dovranno rispettare: la regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, secondo la normativa DURC; le norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge; gli accordi e i contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali.
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Aprile
2026
10 Aprile 2026
La frana di Petacciato, in Molise, rischia di avere un impatto devastante per l'economia turistica pugliese. L'interruzione dei principali collegamenti (sia autostradali, che ferroviari) lungo la dorsale adriatica, infatti, potrebbe avere ripercussioni enormi sull'imminente stagione estiva. Particolarmente vulnerabile appare l’area del Gargano, dove il turismo è fortemente legato alla mobilità su gomma.
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Febbraio
2026
25 Febbraio 2026
Il Sud si rilancia grazie alla ZES Unica, candidandosi a diventare un hub industriale e logistico nel cuore del Mediterraneo. Nella Zes Ionica Puglia-Basilicata i progetti avviati superano i 1.600, con oltre 700 milioni di euro di investimenti diretti. Il porto di Taranto e di Gioia Tauro sono veri e propri hub integrati di catene globali. Su queste basi il Mezzogiorno potrebbe diventare una frontiera industriale dell’Italia.