15
Ottobre
2020
15 Ottobre 2020
Confimi Meccanica ha un nuovo presidente, è Flavio Lorenzin già vicepresidente di Confimi Industria con delega alla PA e alla Semplificazione. Industriale vicentino e presidente della Lorenzin S.r.l., raccoglie il testimone da Riccardo Chini che ha guidato la categoria fin dalla sua istituzione. “Ringrazio la squadra di lavoro che mi ha preceduto – ha ricordato il neo presidente di Confimi Meccanica – mio compito e impegno sarà quello di dare vita a un nuovo percorso di relazioni industriali e sindacali che porti al rinnovo del contratto nazionale di categoria basato sul confronto e nell'interesse delle aziende che rappresentiamo". Il programma di lavoro presentato da Flavio Lorenzin per il prossimo triennio è piuttosto chiaro: “definiremo una strategia di promozione del nostro contratto costruendo da una parte un forte dialogo con i consulenti del lavoro e rafforzando dall'altro la valorizzazione dei suoi asset presso i nostri associati grazie al lavoro delle territoriali del sistema confederale”. Positivo il riscontro di Carlo Pellicola, presidente di Confimi Meccanica Puglia e componente il Consiglio Nazionale: "Ho già sentito il presidente Lorenzin. Lavoreremo assieme, per strutturare un'ulteriore percorso di crescita. La Puglia, continuerà a essere un importante cardine per l'intero sistema nazionale".
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Aprile
2026
10 Aprile 2026
La frana di Petacciato, in Molise, rischia di avere un impatto devastante per l'economia turistica pugliese. L'interruzione dei principali collegamenti (sia autostradali, che ferroviari) lungo la dorsale adriatica, infatti, potrebbe avere ripercussioni enormi sull'imminente stagione estiva. Particolarmente vulnerabile appare l’area del Gargano, dove il turismo è fortemente legato alla mobilità su gomma.
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Febbraio
2026
25 Febbraio 2026
Il Sud si rilancia grazie alla ZES Unica, candidandosi a diventare un hub industriale e logistico nel cuore del Mediterraneo. Nella Zes Ionica Puglia-Basilicata i progetti avviati superano i 1.600, con oltre 700 milioni di euro di investimenti diretti. Il porto di Taranto e di Gioia Tauro sono veri e propri hub integrati di catene globali. Su queste basi il Mezzogiorno potrebbe diventare una frontiera industriale dell’Italia.