10
Giugno
2025
10 Giugno 2025
Paolo Agnelli, il «re» delle pentole d’alta gamma, bergamasco e presidente di Confimi, decide di investire sulle potenzialità del Sud con un’azienda che produce pasta e lo fa assieme al presidente di Confimi Puglia e vice presidente nazionale Sergio Ventricelli e al numero due di Confimi Puglia e vice presidente di Confimi Meccanica Carlo Pellicola. Una "rete di impresa" made in Confimi, che produce "Pasta Porreca", un marchio artigianale nato un secolo fa e oggi pronto a rilanciarsi con grano duro 100% italiano, coltivato tra la Murgia pugliese e le valli bradaniche lucane. Un progetto che affonda le radici nella tradizione agricola del territorio appulo-lucano, tra Spinazzola, Minervino, Altamura, Gravina e le valli che circondano il maniero di Monteserico, proprio al confine tra Puglia e Basilicata, che ha ispirato il nome della società. Un territorio incontaminato nato dove antichi grani italiani vengono trasformati in pasta nel rispetto dell’ambiente e della cultura locale. «E passeggiando tra i campi ho ritrovato i sapori dell’infanzia, quando la pasta la facevamo in casa. Ed era magnifica», racconta Agnelli annunciando di voler puntare sempre più alla qualità e di esplorare, specie dopo i dazi americani di Trump, altri mercati come Dubai e il Qatar. Il lancio ufficiale della nuova alleanza commerciale è stata celebrato a Bari durante «La cena perfetta», evento esclusivo al Bra Hotel con imprenditori e personalità del mondo economico. E ovviamente con la degustazione di primi piatti preparati rigorosamente con Pasta Porreca. Ospite d’onore l’attrice Maria Grazia Cucinotta, icona del cinema italiano e ambasciatrice della dieta mediterranea.
01
Settembre
2026
01 Settembre 2026
Promosse dalla Camera di Commercio di Bari, tornano il 22 e 24 settembre alla Fiera del Levante le Giornate del Mezzogiorno. Il 22 saranno messe a fuoco le modifiche degli equilibri mondiali, i conflitti bellici e commerciali e il ruolo strategico del Mediterraneo e dell’Europa nella nuova geopolitica. Il 24 l’attenzione si sposterà sull’impatto dell’IA sul sistema economico e sociale nel suo complesso.
10
Luglio
2026
10 Luglio 2026
In Europa le Pmi costituiscono la maggioranza del tessuto imprenditoriale, ma le loro organizzazioni restano spesso fuori dai tavoli dove si scrivono le regole della transizione digitale. È da qui che nasce TechSov4Futures, il progetto europeo che ha preso il via oggi a Roma con l'obiettivo di rafforzare il ruolo delle organizzazioni datoriali e delle piccole e medie imprese nella gestione del cambiamento tecnologico, mettendo al centro la sovranità digitale e la capacità di industrie e lavoratori di orientarlo secondo i valori europei. Il progetto, cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma SOCPL, mette in campo strumenti concreti, percorsi di formazione e spazi di confronto per rendere la digitalizzazione più inclusiva, trasparente e socialmente negoziata. A guidare l'iniziativa è Confimi Industria, capofila di un partenariato che riunisce alcuni tra i principali attori del dialogo sociale e della rappresentanza imprenditoriale in Europa: dalle affiliate Confimi Industria Digitale e Confimi Industria Bergamo, a Confartigianato Imprese Bergamo, European Digital Sme Alliance e Connect Europe, fino a Fondazione e AssociazioneAdapt, Ceoe Castilla y León e le Camere di Commercio di Budapest e Tirana. Al tavolo anche il Consiglio Regionale della Puglia, Confimi Industria Puglia e UNI Europa, che porta la prospettiva sindacale europea per un approccio bilanciato e inclusivo. "La sovranità digitale non è solo una questione tecnologica: riguarda la capacità delle imprese europee, Pmi in testa, di orientare la trasformazione secondo i propri valori, senza subirla passivamente. TechSov4Futures nasce per dare alle organizzazioni datoriali gli strumenti e il peso negoziale per farlo, a partire dal dialogo sociale", ha spiegato Sergio Ventricelli, vicepresidente di Confimi Industria e presidente di Confimi Puglia. Nei prossimi tre anni il progetto si svilupperà attraverso ricerca applicata, workshop nazionali e una comunità di pratica multilingue, fino a un workshop transnazionale che porterà i risultati direttamente ai decisori politici dell'Unione Europea a Bruxelles. Un passo verso un modello di digitalizzazione non solo tecnologico, ma anche sociale e partecipato dove imprese e rappresentanze contribuiscono a scrivere le regole che definiranno il futuro del lavoro.
