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Notizie

10 Giugno 2025

CONFIMI CELEBRA UN ACCORDO TRA I VERTICI, NASCE COSI’ “PASTA PORRECA”

Società alimentare tra il Presidente Agnelli e i dirigenti Ventricelli e Pellicola

Paolo Agnelli, il «re» delle pentole d’alta gamma, bergamasco e presidente di Confimi, decide di investire sulle potenzialità del Sud con un’azienda che produce pasta e lo fa assieme al presidente di Confimi Puglia e vice presidente nazionale Sergio Ventricelli e al numero due di Confimi Puglia e vice presidente di Confimi Meccanica Carlo Pellicola. Una "rete di impresa" made in Confimi, che produce "Pasta Porreca", un marchio artigianale nato un secolo fa e oggi pronto a rilanciarsi con grano duro 100% italiano, coltivato tra la Murgia pugliese e le valli bradaniche lucane. Un progetto che affonda le radici nella tradizione agricola del territorio appulo-lucano, tra Spinazzola, Minervino, Altamura, Gravina e le valli che circondano il maniero di Monteserico, proprio al confine tra Puglia e Basilicata, che ha ispirato il nome della società. Un territorio incontaminato nato dove antichi grani italiani vengono trasformati in pasta nel rispetto dell’ambiente e della cultura locale. «E passeggiando tra i campi ho ritrovato i sapori dell’infanzia, quando la pasta la facevamo in casa. Ed era magnifica», racconta Agnelli annunciando di voler puntare sempre più alla qualità e di esplorare, specie dopo i dazi americani di Trump, altri mercati come Dubai e il Qatar. Il lancio ufficiale della nuova alleanza commerciale è stata celebrato a Bari durante «La cena perfetta», evento esclusivo al Bra Hotel con imprenditori e personalità del mondo economico. E ovviamente con la degustazione di primi piatti preparati rigorosamente con Pasta Porreca. Ospite d’onore l’attrice Maria Grazia Cucinotta, icona del cinema italiano e ambasciatrice della dieta mediterranea.

ULTIME Notizie

20 Gennaio 2026

NOMINATA LA NUOVA GIUNTA REGIONALE DELLA PUGLIA

Ventricelli: "Pronti a collaborare, per il benessere delle imprese"

"Auguri di buon lavoro al presidente Decaro e agli assessori. Siamo pronti a collaborare con le nostre competenze, mettendo al centro di tutto lo sviluppo economico regionale e il benessere delle imprese". Così il presidente di Confimi Puglia Sergio Ventricelli all'indomani della nomina della nuova giunta della Puglia. "A breve - conclude Ventricelli - chiederemo un incontro tematico, per evidenziare le nostre idee".

04 Dicembre 2025

IL MESSAGGIO ALLA POLITICA DI CONFIMI INDUSTRIA

Il confronto sul caro energia con i ministri Giorgetti e Urso

"Negli ultimi trent'anni le imprese manifatturiere sono calate di circa 250 mila unità. Per la prima volta in tredici anni, da quando è nata Confimi Industria, i nostri uffici ricevono chiamate di imprenditori che non chiedono come resistere, ma come organizzare la loro uscita dall'Italia" . Un fenomeno che ha anche un volto generazionale: "Quasi il 40% dei giovani industriali del nostro sistema – i nostri stessi figli – sta valutando di fondare la propria impresa all'estero. Non per crescita, ma per sopravvivenza. Questi dati inducono tutti noi e le forze politiche a fare serie riflessioni". Così, il presidente di Confimi Paolo Agnelli ha aperto i lavori a Roma dell'appuntamento annuale della Confederazione intitolato "Cara Energia...", confrontandosi con i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze) e Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), intervenuti dopo il videomessaggio inviato agli imprenditori della manifattura italiana dalla presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. Anche il Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro del MASE Gilberto Pichetto Fratin, hanno voluto inviare un messaggio agli industriali di Confimi. Secondo Agnelli la causa principale di questa emorragia ha un nome: energia. "Un'impresa italiana paga l'energia 85,28 euro per MWh, oltre il triplo dei 25,45 euro della Francia. Un differenziale che compromette ogni possibilità di competere", ha denunciato il presidente di Confimi Industria. La Confederazione nel suo Manifesto per l'Energia, evidenzia come proposte: un intervento diretto dello Stato nel mercato energetico; la riduzione della fiscalità sull'energia; la revisione delle rendite delle società regolamentate; una politica estera energetica; il disaccoppiamento del costo dell'energia rinnovabile da quella fossile. Confimi ha poi ascoltato le proposte dei rappresentanti dei partiti in una tavola rotonda alla quale hanno partecipato, Maria Elena Boschi (IV), Marco Dreosto (Lega) Mariastella Gelmini (NM), Antonio Misiani (PD), Nicola Procaccini (FDI), Marco Rizzo (DSP), Luca Squeri (FI), Mario Turco (M5S), Giuseppe Zollino (AZ). L'obiettivo ultimo è salvare ciò che Agnelli definisce biodiversità industriale del Paese: l'impresa familiare, soprattutto PMI. "Un modello unico, radicato nel territorio, che guarda al lungo periodo e alle persone. Il nostro DNA economico. La stabilità dei conti pubblici non può mettere a rischio il tessuto manifatturiero che quei conti, in ultima analisi, li alimenta". Agnelli ha poi spiegato: "Non vogliamo andare via e non possiamo farlo. Rappresentiamo quelle piccole e medie imprese che quando tutti scappano, restano. Le nostre aziende non sono un codice in Borsa, ma hanno il nostro nome sulla porta. Per questo delocalizzare per noi non deve essere un'opzione, ma serve un tessuto adatto. Non abbiamo la verità in tasca, ma il nostro è il grido d'allarme di chi il lamierino in fabbrica lo calpesta tutti i giorni. Per questo mettiamo a disposizione del Governo e di tutte le forze politiche la nostra esperienza per un confronto costruttivo sugli interventi necessari a tutela del sistema-Paese".