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Febbraio
2018
19 Febbraio 2018
Questo pomeriggio, a Bari, Confimi Puglia e ANC (Associazione Nazionale Commercialisti) hanno incontrato i rappresentanti delle principali forze politiche (Forza Italia, Potere al Popolo, Noi con l’Italia, Leu, Movimento Cinque Stelle, Fratelli d’Italia), che prenderanno parte all’appuntamento elettorale del prossimo quattro marzo. Nel corso dell’incontro, i candidati (Sisto, Forenza, Zurlo, De Pascali, dell’Olio, e Ambrosi) si sono espressi su alcune delle tematiche di maggior rilevanza per il mondo delle imprese e delle professioni economiche. Per Confimi Puglia, il presidente Sergio Ventricelli ha ribadito l’importanza di “costruire un modello di sviluppo, capace di generarsi e reggersi da solo, senza assistenza né aiuti, attraverso una decisa azione di deburocratizzazione per le piccole imprese, che incidono col loro fatturato sul 73,8% del Pil”. Con lui, il presidente di ANC Bari, Giuseppe Scalera, che ha ribadito l’importanza di una fiscalità semplificata. Al termine dell’incontro, al quale ha partecipato anche il segretario generale di Confimi Puglia Riccardo Figliolia, è stato presentato un documento congiunto Confimi Puglia-ANC, con le proposte che imprese e professionisti sottoporranno al prossimo governo del Paese.
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10 Aprile 2026
La frana di Petacciato, in Molise, rischia di avere un impatto devastante per l'economia turistica pugliese. L'interruzione dei principali collegamenti (sia autostradali, che ferroviari) lungo la dorsale adriatica, infatti, potrebbe avere ripercussioni enormi sull'imminente stagione estiva. Particolarmente vulnerabile appare l’area del Gargano, dove il turismo è fortemente legato alla mobilità su gomma.
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25 Febbraio 2026
Il Sud si rilancia grazie alla ZES Unica, candidandosi a diventare un hub industriale e logistico nel cuore del Mediterraneo. Nella Zes Ionica Puglia-Basilicata i progetti avviati superano i 1.600, con oltre 700 milioni di euro di investimenti diretti. Il porto di Taranto e di Gioia Tauro sono veri e propri hub integrati di catene globali. Su queste basi il Mezzogiorno potrebbe diventare una frontiera industriale dell’Italia.