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Luglio
2024
07 Luglio 2024
"Fatti i vertici dell’Unione Europea ora tocca ai programmi e alla maggioranza che dovrà sostenerli. Nell'Unione europea ci sono 25 milioni di PMI, le quali svolgono un ruolo chiave nella sua economia: infatti, costituiscono il 99 % di tutte le imprese, danno lavoro a circa 100 milioni di persone (fornendo due terzi dei posti di lavoro nel settore privato) e generano circa il 56 % del prodotto interno lordo dell'Unione. C’è un ruolo dell’Unione, per garantire a queste imprese di competere a livello globale e poi c’è il compito dell’Italia". Paolo Agnelli, presidente di Confimi, torna sulle prossime mosse della Commissione Europea per le imprese. “Innanzitutto - sottolinea l'industriale bergamasco - bisogna che si presti attenzione al fatto che i cittadini europei in occasione di queste elezioni abbiano di fatto protestato. I più non hanno votato, chi è andato alle urne ha consegnato allo scrutinio un voto appunto di protesta. E col gioco delle alleanze e degli apparentamenti si arriverà a evitare di consegnare la maggioranza alle destre. C’è scontento in Europa. L’Unione è guidata dalla finanza, si è dimenticata dell’economia reale e le scelte fatte negli ultimi anni hanno lasciato indietro proprio quelle 25 milioni di piccole e medie imprese e i loro 100 milioni di lavoratori. E l’Italia che è la peggiore di tutti in termini di debito, soffre ancora più l’assenza di un piano industriale comune. Lo diciamo da tempo come Confederazione. Siamo terribilmente in ritardo e come UE abbiamo lasciato entrare ed uscire materie prime strategiche. Ci siamo dati delle regole e dei tempi di transizione, che i nostri competitor mondiali non sono tenuti a rispettare, ma al tempo stesso abbiamo lasciato a Cina e India la possibilità di fare shopping per non dire razzia di silicio, litio, e tutti quei materiali tattici. Non paghi, abbiamo venduto all’India 1850 mila tonnellate di rottami di alluminio, il metallo più sostenibile sul pianeta e necessario per attuare il decantato Green Deal. Ci sono evidenti storture da aggiustare e bisogna farlo prima che l’industria italiana ed europea arrivino ad un punto di non ritorno. Bisogna trasferirgli al prossimo commissario italiano il verbo della competitività. Non è chiaro, infatti, che le pmi per poter sostenere la bilancia economica e sociale devono poter crescere e per farlo devono poter operare in un mercato comune ad armi pari con i propri competitor. Oggi invece anche all’interno dell’Europa dei 27 ciascuno ha regole di partenza differenti: dai costi dell’energia a quelli delle paghe, dai vincoli ambientali ai diritti dei lavoratori. Il dumping lo abbiamo in casa e nessuno vuole occuparsene”.
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28 Settembre 2026
"Supportiamo le nostre industrie in progetti di ricerca e sviluppo, un percorso di cultura d'impresa efficace e strutturato, che coniuga perfettamente progettualità e finanza". Così Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Puglia e vice presidente di Confimi con delega a Università, Ricerca e Sviluppo, a margine della prima tappa di "Sportello Italia", il roadshow promosso da Confimi e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per accompagnare le imprese manifatturiere nei percorsi di innovazione, competitività e crescita. L'iniziativa, che si è tenuta in fiera a Bari, ed è stata animata, tra gli altri, da Amerigo Splendori, direttore generale del MIMIT e da Marco Calabrò, Capo Dipartimento per le Politiche per le Imprese del Mimit, è nata nell'ambito del protocollo di collaborazione siglato tra la Confederazione e il MIMIT. Un progetto itinerante che porta nei territori incontri diretti tra le aziende e i rappresentanti delle istituzioni, delle Regioni e delle Camere di commercio per spiegare in modo concreto quali incentivi, contributi e bandi sono disponibili e come richiederli. L'obiettivo è colmare la distanza che spesso separa le imprese dagli strumenti pubblici di sostegno alla crescita. Il roadshow tocca otto distretti produttivi italiani fino a dicembre. Dopo Bari, tocca Milano, nella Casa del Made in Italy, con un incontro su automazione e tecnologie emergenti per la competitività delle Pmi. Seguono le tappe di Padova, Vicenza, Bologna e Palermo, dedicate a transizione energetica, logistica sostenibile e innovazione tecnologica per la manifattura, e Pescara, prima della chiusura a dicembre con l'evento di Venezia, dove sarà tracciato il bilancio e delineate le prospettive per la competitività del sistema produttivo nazionale.
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01 Settembre 2026
Promosse dalla Camera di Commercio di Bari, tornano il 22 e 24 settembre alla Fiera del Levante le Giornate del Mezzogiorno. Il 22 saranno messe a fuoco le modifiche degli equilibri mondiali, i conflitti bellici e commerciali e il ruolo strategico del Mediterraneo e dell’Europa nella nuova geopolitica. Il 24 l’attenzione si sposterà sull’impatto dell’IA sul sistema economico e sociale nel suo complesso.