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Dicembre
2022
01 Dicembre 2022
Secondo l’ultimo bollettino di Anpal - UnionCamere, su sistema informativo Excelsior, le imprese baresi non hanno in programma nuove assunzioni, se non in caso di necessità. Cala, infatti, il numero dei posti di lavoro offerti nell'area di Bari per il prossimo trimestre novembre-gennaio: dai 34mila del precedente bollettino ai 27.320 dell'ultimo. “Sono gli effetti della congiuntura economica dovuta a guerra e rincari - spiega Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Puglia - Fino a quando abbiamo goduto dell'onda lunga del prolungamento dell'estate, abbiamo retto grazie al turismo. Oggi, che bisognerebbe lavorare nelle fabbriche, evidentemente, non ci sono commesse tali da spingere le imprese a fare investimenti sul futuro, assumendo personale, ancor me no a tempo indeterminato”. Sono 6.070, il numero maggiore in assoluto, le figure ricercate nell'ambito dei servizi alle imprese e alle persone, conferma di un'economia che si va sempre più spostando verso il terziario. Ma sono solo 1.410 i posti offerti dall'industria locale. Circa la tipologia di contratto, poi, nel 68% dei casi, si tratta di contratti a tempo determinato, con un picco del 93% nel turismo. Nel settore delle costruzioni le offerte con la maggiore Percentue di intenzione di assunzione, rispetto a collaborazioni esterne, con il 93,5% e 4.230 elementi in numeri assoluti.
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Aprile
2026
10 Aprile 2026
La frana di Petacciato, in Molise, rischia di avere un impatto devastante per l'economia turistica pugliese. L'interruzione dei principali collegamenti (sia autostradali, che ferroviari) lungo la dorsale adriatica, infatti, potrebbe avere ripercussioni enormi sull'imminente stagione estiva. Particolarmente vulnerabile appare l’area del Gargano, dove il turismo è fortemente legato alla mobilità su gomma.
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Febbraio
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25 Febbraio 2026
Il Sud si rilancia grazie alla ZES Unica, candidandosi a diventare un hub industriale e logistico nel cuore del Mediterraneo. Nella Zes Ionica Puglia-Basilicata i progetti avviati superano i 1.600, con oltre 700 milioni di euro di investimenti diretti. Il porto di Taranto e di Gioia Tauro sono veri e propri hub integrati di catene globali. Su queste basi il Mezzogiorno potrebbe diventare una frontiera industriale dell’Italia.