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Notizie

04 Dicembre 2025

IL MESSAGGIO ALLA POLITICA DI CONFIMI INDUSTRIA

Il confronto sul caro energia con i ministri Giorgetti e Urso

"Negli ultimi trent'anni le imprese manifatturiere sono calate di circa 250 mila unità. Per la prima volta in tredici anni, da quando è nata Confimi Industria, i nostri uffici ricevono chiamate di imprenditori che non chiedono come resistere, ma come organizzare la loro uscita dall'Italia" . Un fenomeno che ha anche un volto generazionale: "Quasi il 40% dei giovani industriali del nostro sistema – i nostri stessi figli – sta valutando di fondare la propria impresa all'estero. Non per crescita, ma per sopravvivenza. Questi dati inducono tutti noi e le forze politiche a fare serie riflessioni". Così, il presidente di Confimi Paolo Agnelli ha aperto i lavori a Roma dell'appuntamento annuale della Confederazione intitolato "Cara Energia...", confrontandosi con i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze) e Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), intervenuti dopo il videomessaggio inviato agli imprenditori della manifattura italiana dalla presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. Anche il Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro del MASE Gilberto Pichetto Fratin, hanno voluto inviare un messaggio agli industriali di Confimi. Secondo Agnelli la causa principale di questa emorragia ha un nome: energia. "Un'impresa italiana paga l'energia 85,28 euro per MWh, oltre il triplo dei 25,45 euro della Francia. Un differenziale che compromette ogni possibilità di competere", ha denunciato il presidente di Confimi Industria. La Confederazione nel suo Manifesto per l'Energia, evidenzia come proposte: un intervento diretto dello Stato nel mercato energetico; la riduzione della fiscalità sull'energia; la revisione delle rendite delle società regolamentate; una politica estera energetica; il disaccoppiamento del costo dell'energia rinnovabile da quella fossile. Confimi ha poi ascoltato le proposte dei rappresentanti dei partiti in una tavola rotonda alla quale hanno partecipato, Maria Elena Boschi (IV), Marco Dreosto (Lega) Mariastella Gelmini (NM), Antonio Misiani (PD), Nicola Procaccini (FDI), Marco Rizzo (DSP), Luca Squeri (FI), Mario Turco (M5S), Giuseppe Zollino (AZ). L'obiettivo ultimo è salvare ciò che Agnelli definisce biodiversità industriale del Paese: l'impresa familiare, soprattutto PMI. "Un modello unico, radicato nel territorio, che guarda al lungo periodo e alle persone. Il nostro DNA economico. La stabilità dei conti pubblici non può mettere a rischio il tessuto manifatturiero che quei conti, in ultima analisi, li alimenta". Agnelli ha poi spiegato: "Non vogliamo andare via e non possiamo farlo. Rappresentiamo quelle piccole e medie imprese che quando tutti scappano, restano. Le nostre aziende non sono un codice in Borsa, ma hanno il nostro nome sulla porta. Per questo delocalizzare per noi non deve essere un'opzione, ma serve un tessuto adatto. Non abbiamo la verità in tasca, ma il nostro è il grido d'allarme di chi il lamierino in fabbrica lo calpesta tutti i giorni. Per questo mettiamo a disposizione del Governo e di tutte le forze politiche la nostra esperienza per un confronto costruttivo sugli interventi necessari a tutela del sistema-Paese".

ULTIME Notizie

10 Luglio 2026

TECHSOV4FUTURES: LA SOVRANITA’ DIGITALE DELLE PMI

Analisi su imprese e parti sociali nella transizione tecnologica

In Europa le Pmi costituiscono la maggioranza del tessuto imprenditoriale, ma le loro organizzazioni restano spesso fuori dai tavoli dove si scrivono le regole della transizione digitale. È da qui che nasce TechSov4Futures, il progetto europeo che ha preso il via oggi a Roma con l'obiettivo di rafforzare il ruolo delle organizzazioni datoriali e delle piccole e medie imprese nella gestione del cambiamento tecnologico, mettendo al centro la sovranità digitale e la capacità di industrie e lavoratori di orientarlo secondo i valori europei. Il progetto, cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma SOCPL, mette in campo strumenti concreti, percorsi di formazione e spazi di confronto per rendere la digitalizzazione più inclusiva, trasparente e socialmente negoziata. A guidare l'iniziativa è Confimi Industria, capofila di un partenariato che riunisce alcuni tra i principali attori del dialogo sociale e della rappresentanza imprenditoriale in Europa: dalle affiliate Confimi Industria Digitale e Confimi Industria Bergamo, a Confartigianato Imprese Bergamo, European Digital Sme Alliance e Connect Europe, fino a Fondazione e AssociazioneAdapt, Ceoe Castilla y León e le Camere di Commercio di Budapest e Tirana. Al tavolo anche il Consiglio Regionale della Puglia, Confimi Industria Puglia e UNI Europa, che porta la prospettiva sindacale europea per un approccio bilanciato e inclusivo. "La sovranità digitale non è solo una questione tecnologica: riguarda la capacità delle imprese europee, Pmi in testa, di orientare la trasformazione secondo i propri valori, senza subirla passivamente. TechSov4Futures nasce per dare alle organizzazioni datoriali gli strumenti e il peso negoziale per farlo, a partire dal dialogo sociale", ha spiegato Sergio Ventricelli, vicepresidente di Confimi Industria e presidente di Confimi Puglia. Nei prossimi tre anni il progetto si svilupperà attraverso ricerca applicata, workshop nazionali e una comunità di pratica multilingue, fino a un workshop transnazionale che porterà i risultati direttamente ai decisori politici dell'Unione Europea a Bruxelles. Un passo verso un modello di digitalizzazione non solo tecnologico, ma anche sociale e partecipato dove imprese e rappresentanze contribuiscono a scrivere le regole che definiranno il futuro del lavoro.

29 Giugno 2026

15 MLN DALLA REGIONE PUGLIA PER IL BANDO RETI

Ventricelli: "Nuove misure interessanti, ma complesse"

"Le nuove misure di sostegno alle imprese della Regione Puglia sono interessanti, ma più complesse rispetto al passato. Non tutte le imprese sono attrezzate, per poterne cogliere i benefici". Così il presidente di Confimi Puglia Sergio Ventricelli all'indomani del rifinanziamento del Bando Reti, con 15 milioni di euro, e l'annuncio di due Fondi (Garanzia e Microcredito), per 60 milioni di euro ciascuno.